Ad agosto 2025 il Ministero dell’istruzione e del Merito ha rilasciato le Linee guida per l’introduzione dell’Intelligenza Artificiale nelle Istituzioni scolastiche: un documento di oltre 30 pagine che fornisce l’inquadramento formale e normativo nel quale inserire strumenti IA e pratiche didattiche che ne fanno uso.
Quali sono i punti salienti del documento? Cosa dobbiamo sempre tener presente per la sua applicazione? Scopriamolo insieme.
Una cornice normativa per l’innovazione
Per la prima volta, il Ministero fornisce indicazioni chiare e strutturate sull’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale nelle scuole. Non si tratta più di territorio inesplorato: ora esiste una cornice normativa che definisce principi, requisiti e metodologie.
Il documento si basa su quattro pilastri fondamentali:
- Principi di riferimento: centralità della persona, equità, innovazione etica, sostenibilità, tutela dei diritti fondamentali
- Requisiti di base: cosa deve garantire un sistema di IA prima di essere utilizzato (aspetti etici, tecnici e normativi)
- Framework di implementazione: la metodologia operativa per introdurre l’IA nella propria scuola
- Comunicazione e governance: come gestire il processo a livello di Istituto
In pratica: l’IA a scuola si può usare, ma seguendo regole precise che proteggono studenti, docenti e l’istituzione scolastica stessa.
Cosa non si può fare: i divieti dell’AI Act
Le linee guida sono molto chiare nell’indicare utilizzi esplicitamente vietati, in conformità con l’AI Act europeo (Regolamento UE 2024/1689).
È vietato l’uso di sistemi di riconoscimento delle emozioni degli studenti, salvo casi specifici legati a motivi medici o di sicurezza con garanzie appropriate. Niente software che analizzano espressioni facciali per capire se uno studente è annoiato, stressato o distratto.
Sono inoltre vietati:
- Tecniche manipolative o ingannevoli
- Sistemi di valutazione basati su “punteggio sociale” degli studenti
- Categorizzazione biometrica per dedurre caratteristiche personali (orientamento politico, religioso, etnico)
Questi divieti tutelano la dignità e i diritti degli studenti, considerati soggetti particolarmente vulnerabili dal GDPR (General Data Protection Regulation, Regolamento UE 2016/679).
Le categorie di rischio: alto, limitato, minimo
Una delle parti più importanti delle linee guida riguarda la classificazione dei sistemi di IA in base al rischio che rappresentano.
Sistemi ad alto rischio
Sono considerati ad alto rischio in ambito scolastico e didattico i sistemi che:
- Determinano l’accesso o l’ammissione agli istituti scolastici
- Valutano i risultati dell’apprendimento degli studenti
- Decidono il livello di istruzione adeguato per ciascun studente
- Monitorano comportamenti durante le prove d’esame
In altre parole: se un’IA decide qualcosa di importante per il percorso scolastico di uno studente, è considerata ad alto rischio. Per questi sistemi servono garanzie molto stringenti, inclusa una valutazione d’impatto sui diritti fondamentali (FRIA) da integrare nella valutazione d’impatto sulla protezione dei dati (DPIA).
Sistemi a rischio limitato o minimo
Rientrano invece in questa categoria gli strumenti di IA utilizzati per:
- Preparare materiali didattici
- Creare esercizi e verifiche differenziate
- Generare contenuti educativi (spiegazioni, esempi, analogie)
- Tradurre testi e trascrivere contenuti
- Fornire suggerimenti per la progettazione didattica
- Creare quiz di autovalutazione
Questi strumenti hanno requisiti meno stringenti, pur mantenendo obblighi importanti in termini di trasparenza e informativa. La maggior parte degli usi quotidiani dell’IA in classe ricade in questa categoria.
Attenzione: classificare correttamente lo strumento che si intende usare è fondamentale per applicare le misure di tutela appropriate.
La questione dei dati personali: cosa devi sapere
Uno degli aspetti più delicati riguarda il trattamento dei dati personali. Le scuole, quando usano sistemi di IA, agiscono come “titolari del trattamento” (o “deployer“) e hanno responsabilità precise.
I principi del GDPR da rispettare sono:
- Liceità e trasparenza: gli studenti e le famiglie devono sapere come vengono usati i loro dati
- Minimizzazione: si devono raccogliere solo i dati strettamente necessari
- Limitazione della finalità: i dati raccolti per uno scopo non possono essere usati per altro
- Limitazione della conservazione: i dati vanno cancellati quando non servono più
Quando introduci un sistema di IA che tratta dati personali, la tua scuola deve:
- Individuare una base giuridica per il trattamento
- Eseguire una valutazione d’impatto (DPIA) se necessario
- Fornire informative chiare e comprensibili
- Adottare misure tecniche e organizzative di sicurezza
Nota importante: i dati dei minori richiedono garanzie rafforzate, data la loro particolare vulnerabilità.
Sì, è complesso. Ed è proprio per questo che occorre formazione specifica e, quando necessario, supporto di chi conosce bene sia gli aspetti tecnici sia quelli normativi.
Cosa puoi fare concretamente: esempi pratici
Le linee guida forniscono numerosi esempi di applicazione dell’IA nelle attività quotidiane. Eccone alcuni.
Per i docenti
- Personalizzazione dei materiali: Hai una classe eterogenea con studenti BES, DSA e diversi livelli di preparazione? L’IA può aiutarti a generare versioni diverse della stessa verifica, suggerire modalità alternative di valutazione, adattare la formattazione per esigenze specifiche. Il tempo risparmiato lo reinvesti in qualità.
- Creazione di contenuti: Devi spiegare un concetto complesso? L’IA può generare script didattici calibrati, suggerire metafore efficaci, creare quiz interattivi, tradurre materiali per studenti non italofoni
- Supporto nella correzione: L’IA può are una prima analisi di elaborati scritti, individuando errori ricorrenti e suggerendo aree di miglioramento. Il feedback educativo finale, quello che forma, resta però una prerogativa dell’insegnante
Per gli studenti
Gli studenti possono usare l’IA per:
- Approfondire autonomamente argomenti
- Ricevere feedback immediato durante lo studio
- Accedere a contenuti personalizzati (traduzioni, spiegazioni diverse, riassunti)
- Sviluppare pensiero critico imparando a valutare l’accuratezza degli output
Quello che non devono fare è delegare completamente all’IA la produzione di elaborati o fidarsi acriticamente dei contenuti generati. Qui il ruolo del docente nell’educare all’uso consapevole è fondamentale.
Per dirigenti e personale amministrativo
L’IA può ottimizzare processi organizzativi:
- Monitoraggio della coerenza tra documenti programmatici (RAV, PTOF, Piano di Miglioramento)
- Supporto alla pianificazione della formazione docenti
- Ottimizzazione degli orari e distribuzione delle classi
- Gestione delle comunicazioni con linguaggio adatto ai destinatari
- Automazione di richieste frequenti tramite chatbot
Il percorso di implementazione: cinque fasi
Le linee guida propongono un metodo strutturato in cinque fasi:
- Definizione: analizzare la maturità digitale dell’istituto, identificare bisogni specifici, selezionare i casi d’uso prioritari, coinvolgere gli stakeholder
- Pianificazione: sviluppare il piano operativo con milestone, ruoli, risorse, piano di gestione dei rischi
- Adozione: integrare gradualmente il sistema, con piani di comunicazione e formazione
- Monitoraggio: verificare l’avanzamento, monitorare gli output, rivalutare periodicamente i rischi
- Conclusione: verificare il raggiungimento degli obiettivi, documentare le lezioni apprese, valutare estensioni
Un aspetto importante da considerare è che le linee guida insistono sulla progettazione partecipata. Non sono decisioni dall’alto, ma processi che coinvolgono attivamente docenti, studenti, famiglie, personale amministrativo.
Formazione: non opzionale, necessaria
Il documento ministeriale è esplicito: «Una formazione specifica sull’uso responsabile dell’IA a tutto il personale favorisce un’integrazione consapevole di queste tecnologie nel contesto educativo».
Non si tratta di diventare esperti di programmazione, ma di acquisire competenze specifiche:
- Comprensione di potenzialità e limiti dell’IA
- Capacità di formulare richieste efficaci (prompt engineering)
- Riconoscimento dei bias e delle “allucinazioni” dell’IA
- Integrazione dell’IA nella didattica mantenendo la qualità pedagogica
- Consapevolezza dei limiti etici e normativi
In Ossigeno lavoriamo con l’IA in ambito didattico da diversi anni. I nostri corsi di formazione per docenti sono costruiti per essere pratici e immediatamente applicabili: si parte dai bisogni reali, si sperimentano gli strumenti, si costruiscono materiali utilizzabili subito, si fornisce orientamento nella complessità normativa.
Non separiamo mai la dimensione tecnica da quella etica e normativa, perché un uso consapevole dell’IA richiede una visione integrata.
La piattaforma Unica: condivisione e monitoraggio
Il Ministero ha previsto un servizio digitale accessibile tramite la piattaforma Unica che permette di:
- Consultare le linee guida in formato interattivo
- Accedere a materiali operativi per gli adempimenti sulla protezione dati
- Registrare i progetti di IA della propria scuola
- Condividere esperienze con altre scuole
- Visualizzare iniziative sviluppate da altri istituti nell’ottica del riuso

Questo permette alle scuole di non procedere in isolamento ma di costruire una comunità di pratica. Le linee guida verranno aggiornate periodicamente sulla base delle esperienze raccolte.
Quali progetti?
In Ossigeno stiamo lavorando da tempo sulle conoscenze e sulle competenze da acquisire per un uso consapevole dei sistemi AI e abbiamo diverse idee progettuali da mettere in pratica, ispirate dall’esperienza dei bisogni di docenti e studentesse e studenti. Abbiamo già sviluppato, ad esempio, laboratori di “AI unplugged” per le fasce d’età più giovani: ma di questi parleremo in un prossimo articolo.
Vuoi introdurre l’IA nella tua scuola in modo consapevole, conforme alle normative e realmente utile? Parliamone insieme: info@ossigeno-scs.it.
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Immagine di copertina: Immo Wegmann via Unsplash.